Due anni fa sono arrivata alla tanto attesa pensione dopo una vita da insegnante.
Ero un po’ preoccupata, perché non volevo che tutto quel tempo, che mi ritrovavo a disposizione, andasse sprecato.
Così, quando sentito che la mia amica Adele insegnava italiano alle persone straniere, mi sono detta che avrei potuto farlo anch’io. Ed ho iniziato questa nuova avventura, due giorni alla settimana, …e non esattamente vicino a casa mia…
Le alunne vengono un po’ da tutte le parti del mondo: sono di diverse fasce d’età e tutte desiderano imparare la lingua italiana per le loro esigenze quotidiane: comunicare con le maestre dei loro figli, cercare il lavoro, fare la spesa, parlare con i medici…
Col passare del tempo, mi sono resa conto che il bisogno di queste persone va oltre: desiderano ancora di più una compagnia umana, nella quale possano sentirsi “a casa”: parlano delle loro famiglie, della loro terra e, sebbene esistano differenze culturali e religiose, ognuna si sente libera di essere se stessa e non si sente giudicata.
In classe c’è sempre un clima gioioso: spesso vengono festeggiate le feste delle varie religioni, con partecipazione e rispetto reciproco.
Faccio questi gesti non perché voglio essere una brava persona, ma perché l’incontro con Gesù mi fa guardare agli altri con occhi diversi e mi fa desiderare di poter donare a mia volta tutto quello che ho ricevuto da Lui.
Nello stesso tempo, posso dire che anch’io in questo luogo ho trovato la “mia casa”, perché nelle persone che fanno con me questo gesto ho trovato quel sorriso accogliente che esprime lo stesso desiderio di felicità che ho io.

Lorena
insegnante presso la Casa della Carità di Taccona

Associazione Madre della Misericordia OdV
Scuola di italiano per stranieri