Nessuno si rialza da solo
DANILO
Mi chiamo Danilo e vivo a Muggiò.
Qualche anno fa mi sono trovato ad attraversare un periodo molto difficile. Il lavoro era diventato precario e anche la mia situazione familiare era fragile. Sentivo di aver perso molti punti di riferimento e non era semplice immaginare come ripartire.
In quel momento tramite i servizi sociali comunali e la Caritas cittadina ho incontrato le persone di Afi e del Gruppo di Acquisto Famigliare di Muggiò. Non mi hanno offerto soltanto un aiuto economico: mi hanno accolto, ascoltato e dato fiducia.
Ho iniziato a collaborare con loro svolgendo alcune ore di lavoro nel magazzino dei GAF. Per me non era solo un piccolo reddito: era un modo per sentirmi ancora utile, rimettermi in gioco e ritrovare un po’ di fiducia in me stesso.
Grazie anche ai rapporti nati in quella comunità, ho trovato un lavoro stabile come magazziniere in un’azienda brianzola. Per alcuni anni ho potuto riconquistare autonomia, dignità e serenità.
Poi la vita mi ha messo di fronte a una nuova prova: un problema di salute che mi ha costretto a fermarmi e a ricominciare ancora una volta.
Oggi ho trovato un nuovo lavoro part-time. Sto affrontando questa nuova fase con determinazione e, ancora una volta, so di non essere solo.
ROBERTO
La storia di Danilo racconta bene ciò che per noi significa fare comunità.
Il progetto Famiglia PortaValori non nasce semplicemente per offrire un sostegno economico. Nasce innanzitutto da un confronto con altri enti del territorio perché crediamo che le persone abbiano bisogno soprattutto di “reti” che lavorino insieme e durino nel tempo. Per questo, anche quando il percorso lavorativo di Danilo si è interrotto, il legame con la “rete” non si è spezzato. Oggi continua a collaborare con i GAF per alcune ore di lavoro, integrando il proprio reddito mentre cerca di camminare verso una nuova stabilità economica e professionale.
Per noi questa è la carità: non sostituirsi alle persone, ma camminare accanto a loro il tempo necessario perché possano tornare a camminare con le proprie gambe.
Perché nessuno dovrebbe essere lasciato solo proprio mentre sta cercando di rialzarsi.










